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Gestione degli impianti

 In merito allo STIR di Battipaglia, gestito con AIA della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è da sottolineare che lo stesso è stato consegnato dal Commissario di Governo alla Provincia di Salerno in condizioni di malfunzionamento e di potenzialità “dimezzata” rispetto alle effettive capacità. Inoltre, l’intera area del capannone “MVA” (adibita alla stabilizzazione) è stata consegnata con oltre 12.000 tonnellate di frazione umida tritovagliata ancora in stock, derivanti dalla gestione emergenziale, con evidenti carichi di rischio incendio e di limitazione di stoccaggio. La Protezione Civile, ancora in carica, ha affidato una gara regionale per lo svuotamento di tutti i capannoni degli STIR della Campania, ma durante tutto il periodo nel quale la stessa è rimasta in carica, non sono mai iniziate le attività concrete di svuotamento. Ciò nonostante, la Società ha messo in atto tutte le operazioni necessarie per ripristinare la funzionalità e l’efficienza dell’impianto e portarlo alla potenzialità di targa (1.355 T/giorno), attraverso una programmazione della manutenzione sia ordinaria sia straordinaria. I risultati non sono tardati ad arrivare; infatti, le quantità di rifiuto trattate sono passate da 350 T/giorno (Gennaio 2010) a circa 1.000 T/giorno dello scorso periodo estivo. La Società provinciale, perseguendo in modo “convinto” i principi sanciti dagli artt. 195 e 199 del D.L.vo 152/2006 (Codice Ambientale), in merito alla gestione ottimale del ciclo dei rifiuti e riguardo alla limitazione della loro movimentazione, ha realizzato due corsie di accesso aggiuntive al fine di incrementare i conferimenti diretti allo stabilimento da parte dei Comuni, evitando così, inutili transiti dei rifiuti dai “siti di trasferenza” (Es.: Sardone), realizzando cospicui abbattimenti di costi. Questa operazione ha permesso di superare il periodo più critico dei conferimenti (quello estivo tra Giugno ed Agosto), caratterizzato da un forte incremento della produzione dei rifiuti per gli afflussi turistici, senza creare disagi ai Comuni costieri.

La Società provinciale, alla data di chiusura del bilancio 2010, non ha potuto avviare i processi di “biostabilizzazione” della frazione umida tritovagliata (FUT), prodotta dallo stabilimento di Battipaglia (per ridurre la quantità di rifiuto da inviare in discarica) a causa della presenza dei rifiuti ancora stoccati nell’area denominata “MVA” di origine commissariale. Inoltre, la Società provinciale, avendone facoltà per legge (art. 11, comma 2, L. 26/2010), non è subentrata nel vecchio contratto firmato il 19 Dicembre 2009 tra la struttura commissariale e la Società BIOCOM S.r.l., per meri motivi di opportunità economica a salvaguardia del “pubblico danaro”. Le condizioni contrattuali previste nel vecchio contratto, infatti, sono state considerate “capestri”, in quanto prevedevano un canone fisso mensile di Euro 226.000 (Euro 2.700.000 annui), a prescindere dal quantitativo di rifiuto biostabilizzato.

Il 2 Settembre 2010, previa delibera di CDA n°5 del 14 Maggio 2010, l’azienda ha affidato sia in via provvisorie sia definitiva la “Gestione dei Servizi di Logistica Integrata relativamente alla movimentazione ed al trasporto dei rifiuti speciali prodotti dallo Stabilimento di Tritovagliatura ed Imballaggio Rifiuti (STIR) di Battipaglia (SA) e dalla Discarica di Campagna (Località Basso dell’Olmo) (SA)”. La ditta aggiudicataria (ATI De Vizia-Smet) ha offerto quale proposta migliorativa della propria “Offerta Tecnica”, anche i servizi di “Biostabilizzazione” della FOS (Frazione Organica Stabilizzata) di produzione dello STIR di Battipaglia. La società provinciale, dunque, ha ottenuto un potenziale risparmio annuale di circa tre milioni di euro (rispetto al contratto firmato dal Commissario ad Acta con la ditta BIOCOM), evitando un notevole aggravio di costi sui contribuenti. Tuttavia, è da rilevare che sia a causa dei rallentamenti amministrativi avuti a causa dell’iter giudiziale a seguito del ricorso presentato agli organi di giustizia amministrativa (TAR e Consiglio di Stato) dalla ditta seconda classificata, sia per il perdurare della situazione di blocco del capannone “MVS”, il processo di biostabilizzazione è tutt’ora fermo.

In merito alla discarica di Campagna (località Basso dell’Olmo), è da evidenziare che rappresenta la peggiore eredità lasciata dal Commissario “ad Acta”, ex gestione emergenziale. Infatti, sono state palesate grossolane superficialità in fase di costruzione (ad opera della società FIBE S.p.A. gruppo Impregilo). All’interno del sito della discarica di Campagna, per l’intero anno 2010 è continuata l’attività di recupero di “biogas” dai nove pozzi, grazie alla convenzione stipulata con la ditta “Marcopolo” già dal precedente gestore del sito. Tuttavia, tale convenzione è in fase di analisi e revisione nella parte che riguarda le Royalties da riconoscere alla Società provinciale.

Per intensificare il controllo sulla discarica e limitare eventuali rischi ambientali, è stato commissionato un sistema di videosorveglianza con telecamere collegate direttamente agli uffici operativi della Società provinciale, tale da consentire un intervento immediato in caso di necessità.

L’ATI aggiudicataria della gara della Logistica Integrata, nella propria offerta tecnica ha incluso anche la fornitura di un impianto mobile per il trattamento del percolato prodotto dalla discarica, che contribuirà alla drastica riduzione dei costi che andranno a gravare annualmente sulla tariffa TARSU/TIA da applicare ai cittadini.

Per quanto attiene ai siti di stoccaggio di balle (ex gestione commissariale), sono ancora allo stato nel quale si trovavano all’atto della consegna alla Società provinciale. In particolare, peril sito di “Coda di Volpe” è partita la fase di svuotamento da parte dell’Unità Operativa della Protezione Civile, più volte interrotta a causa del blocco ripetuto del TMV di Acerra. Il sito di stoccaggio di balle dislocato presso lo STIR di Battipaglia è ancora intatto e contiene tuttora circa 4.000 balle per un totale di circa 5.000 tonnellate. Considerato che l’Unità Operativa della Protezione Civile è stata sciolta, secondo la normativa, non è possibile prevedere la tempistica per lo svuotamento dei richiamati siti.

Attività propedeutiche alla gestione dei nuovi impianti

La Società per organizzare il passaggio alla stessa della nuova impiantistica dislocata sul territorio provinciale ed in particolare dell’impianto di multi selezione del secco del Comune di Casalvelino (Vallo Scalo) in attuazione dei dettami normativi fissati dall’art. 6-bis della Legge 123/2008 e dall’art.11 della Legge 26/2010, il 31 Agosto 2010 ha costituito un Comitato Gestionale Temporaneo, organo tecnico-operativo per una durata massimo di 4 mesi, al fine di creare un maggiore coordinamento tra gli organi coinvolti nella gestione del ciclo integrato dei rifiuti nella provincia di Salerno (Provincia di Salerno, Consorzio di Bacino e Società Provinciale). I membri del Comitato Gestionale Temporaneo sono stati nominati, a titolo gratuito, tra i rappresentanti degli organismi coinvolti nell’attuale e nella futura gestione dell’impianto di Casal Velino. Il predetto organo ha concluso i suoi lavori nel mese di Novembre 2010 producendo un Piano Industriale che ha evidenziato l’effettiva situazione economico-finanziaria dell’impianto, oltre la dotazione organica necessaria.